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Padre Mauro Fancello una vita per le Missioni

15 ottobre 2013. Ventesimo anniversario della morte

| di La Redazione
| Categoria: Personaggi
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Padre Mauro Fancello

 

In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di padre Mauro Fancello, sacerdote dorgalese missionario della Consolata che ha passato la sua vita tra i poveri in missione. I familiari ne vogliono ricordare la memoria con un breve accenno alla sua vita e invitando quanti vorranno partecipare alle Sante Messe che verranno celebrate a Dorgali il 13 ottobre alle ore 18.00 nella parrocchia Santa Caterina e il 14 ottobre alle ore 8.00 nella chiesa di Santa Lucia.

 

“Datevi con tutto il cuore all’opera dell’evangelizzazione” (Beato Allamano).

È per questo speciale fine che Padre Mauro Fancello ha scelto la via delle missioni: missioni “ad gentes”, cioè verso quei popoli che ancora non conoscono il Vangelo. “Evangelizzare”, una realtà dai molti volti: annuncio, testimonianza, aiuto, amore, perdono e “consolazione”, secondo gli ideali del Regno di Dio e lo stile di vita di Gesù Cristo, da lui proposto ai suoi discepoli.

Evangelizzare” è anche promuovere lo sviluppo autentico delle persone e dei popoli nella giustizia e nell’amore.

Allamano (fondatore dell’Istituto Missioni Consolata) ha inviato i suoi missionari a portare un “Vangelo di Consolazione” capace di “render felici anche in questa terra”, dar voce agli esclusi con l’impegno per la difesa e promozione dei diritti e della dignità umana.

Così ha cercato di fare anche Padre Mauro Fancello in Brasile, donando tutto se stesso per la realizzazione di opere come scuole, centri per i giovani, nuove chiese, capaci di accogliere gli emarginati e gli afflitti e portare loro la vera consolazione.

Cenni Biografici

Padre Mauro Fancello nacque a Dorgali (Nu) il 9 febbraio 1934 da Giovanni e Rosaria Piras.

Dopo aver frequentato il seminario vescovile di Nuoro, nel 1951 decise di entrare a far parte dell’Istituto Missioni Consolata, fondato dal Beato G. Allamano e fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Torino il 29 giugno 1958 dal cardinale M. Fossati.

Nel 1960 fu inviato a Poiares, in Portogallo, per una prima ambientazione linguistica e culturale in preparazione alla missione in Brasile, dove conseguì   il diploma universitario di “Portogues Superior”. Venne destinato alla missione in Brasile nel 1963 e gli fu affidata la parrocchia di “S. Francisco d’Assis” in Rio Grande del Sud; una parrocchia estesa su un vasto territorio con 30 cappelle da assistere, disseminate in un raggio di oltre 100 km, il regno dei “gauchos”.

Nel 1966 fu trasferito a Manaus e presso l’università conseguì la licenza per l’insegnamento della lingua inglese nelle scuole ufficiali del Brasile. Fu in seguito scelto come consultore della Prelazia di Roraima, a Boavista; coprì le cariche di preside e professore nel ginnasio “Euclides da Cunha” con dinamismo e competenza, nonché di parroco.

Fu trasferito a Brasilia in qualità di superiore della casa dell’istituto e direttore della scuola, nel 1971. Proseguì gli studi conseguendo la laurea in Filosofia, Storia e Psicologia, come anche il diploma di giornalista, tutto questo per essere piu efficace nel lavoro dell’istituto.

A Manaus nel 1977 gli fu affidata una parrocchia di periferia, una "favela" di 10.000 abitanti dove l’ignoranza si accompagnava inseparabilmente alla miseria e al disordine sociale. Riuscì a rendere la chiesa più accogliente, affiancandole una costruzione per le opere sociali e apostoliche e promuovendo una serie di iniziative fra cui: il Movimento Familiare Cristiano, i "Cursillos" e il Catecumenato per adulti. Lavorò inoltre per la costruzione di una scuola finalizzata a corsi di arti e mestieri.

Tornò a Boa Vista nel 1979, dove per 2 anni fu parroco della cattedrale e dove preparava settimanalmente un programma televisivo di alfabetizzazione religiosa, essendo responsabile dell’insegnamento della religione in tutte le scuole del territorio.

Fece ritorno a Manaus nel 1981 in qualità di rettore del corso universitario di Filosofia, Teologia e Pastorale, dove si preparavano i seminaristi e gli agenti pastorali di tutto il nord del Brasile. Oltre a questo lavoro era parroco in una parrocchia di periferia e cappellano militare in numerose caserme. Il comune di Manaus gli conferì il titolo di cittadino onorario.

Nel 1988 l’Istituto lo richiamò a San Paolo dove fu direttore della rivista missionaria “Missoes”, lavorandovi ininterrottamente per 6 anni senza tregua, compilando e spedendo la rivista quasi da solo. La domenica visitava le parrocchie dove celebrava e diffondeva la rivista.

Padre Mauro Fancello fu così un uomo di profonde convinzioni che si trasformavano in opere meravigliose di bene. Era l’uomo del dovere e di fronte a questo non metteva limiti. Si dava e si sacrificava sino all’estremo per realizzare quanto poteva dare gloria a Dio, all’istituto e alle anime.

La morte lo colse prematuramente, mentre subiva un delicato intervento al cuore, ormai affaticato dal clima torrido di quella regione, nell’ospedale di San Paolo il 15 ottobre 1993.

La Redazione

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