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Storia della chiesa campestre "Su Babbu Mannu"

Di Salvatore Mele

| di Salvatore Mele
| Categoria: Storia
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Chiesa "Su Babbu Mannu" - Foto: Maria Garofano

La chiesa di Su Babbu Mannu, lo Spirito Santo, si trova lungo la Strada Statale 125 che da Dorgali conduce a Orosei immediatamente prima del bivio della Provinciale che conduce a Galtellì.

Nell’inventario del primo maggio del 1781 del Rettore Giovanni Maria Cadoni scritto in lingua spagnola, allora ufficiale in Sardegna, e inviato all’«Illustrissimo e Reverendissimo Signor Vescovo di Galtellì» che ne faceva richiesta con una circolare del 9 febbraio precedente, vi sono alcuni passi riferiti alla chiesa di Su Babbu Mannu. La traduzione dallo spagnolo è stata effettuata da Marcello Mereu. Questo documento riporta che «La chiesa di Su Babbu Mannu fu fabbricata a proprie spese da Antonio Pira Usai e Felicia Lai. Possiede come dote un territorio chiuso di quattro ettari, ed è un territorio aperto di dieci ettari. Benché non tutti gli anni queste terre si possono affittare, gli eredi non rinunciano a fare la festa ogni anno e a badare alla chiesa. In questa chiesa vi sono due cappelle: una è dedicata a Sant’Orsola e non possiede come dote più di due ettari di territorio aperto, e siccome non è abbastanza il ricavo da questo territorio, gli eredi fanno la festa quando possono. L’altra cappella è quella di San Gavino. Compatrioti di questa chiesa sono Bachisio e Giovanni Codi Canu. Possiede come dote solamente un ettaro di territorio chiuso, e due porzioni di vigna, e con il ricavato di questi beni si organizzano la festa e la messa cantata».

Attorno alla chiesa vi sono alcuni olivastri secolari. Il culto dello Spirito Santo fu introdotto dalla Chiesa Greca Sarda che fu di rito orientale e greco fino allo Scisma d’Oriente (XI secolo). Questo culto fu introdotto dal Concilio Costantinopolitano primo che lo definì “paraclito”, assistente e consolatore. In alcune chiese sarde, per esempio Soddì, si conserva il tipico tabernacolo greco costituito da una croce con una colomba che appare sospesa sull’altare. In Occidente questo culto è poco diffuso. In Sardegna la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli con la Pentecoste era considerata alla stregua della Pasqua e chiamata Pasca de Frores. In italia il culto dello Spirito Santo non si riscontra mentre in Sardegna vi sono 16 chiese dedicate a questo culto. La festa è la domenica di Pentecoste che quest’anno (2014) cade domenica 8 giugno.

Dalla documentazione della Parrocchia l’edificazione della chiesa sembrerebbe risalire al XVII secolo. Occorre però sottolineare che questa data indicava anche una ristrutturazione. Infatti nell’area dell’altipiano basaltico ricompreso tra Dorgali e Galtellì erano presenti fino al XV secolo centri demici oggi scomparsi, le cosiddette domestiches, che erano dei centri di produzione agraria. Inoltre è storicamente attestato che nel XV secolo scomparve il paese di Villa de Muro, o Muru de Montanna, la cui Parrocchia di San Bartolomeo, risalente all’XI secolo, si conserva allo stato di rudere e la forania di Dorgali custodisce “sa pandela” di questa chiesa pur essendo questa ubicata in agro di Galtellì.

Il territorio di Su Babbu Mannu è stata sempre un area popolata sia in periodo nuragico che in periodo romano. In periodo medievale un centro demico poteva esistere nel sito limitrofo di Nurachi. Non si può escludere che la chiesa sia stata edificata su un presistente edificio di culto dedicato al culto pagano del “Sardus Pater” molto venerato in Sardegna prima del cristianesimo.
Le altre due capelle della chiesa dello Spirito Santo sono dedicate una a San Gavino e una a Sant’Orsola.
San Gavino è un Martire cristiano turritano, la sua festa è il 25 ottobre la data del martirio. Il culto di San Gavino è sempre associato al culto di San Proto e San Gianuario. San Gavino era un soldato nel IV secolo al quale fu affidato dal pretore romano Barbaro la custodia di due cristiani Proto, sacerdote e Gianuario diacono, che riuscirono a convertire lo stesso soldato Gavino battezzandolo. Barbaro li condannò a morte tutti e tre.
Sant’Orsola è un culto poco diffuso in Sardegna, è una Santa tedesca, fu martirizzata dagli Unni a Colonia la città sul Reno nel 453. È raffigurata nel Castello di Bosa. La sua festa è il 21 dicembre.

Attualmente la Chiesa dello Spirito Santo è in buono stato di conservazione e ad essa sono associate alcune cumbessias che vengono utilizzate durante la festa.

Salvatore Mele

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