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Una società diversa ... "qualcosa" si sta muovendo!

Dalla marcia di Tiragallo al giro della Sardegna sui pattini di Labate

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«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.»
Mahatma Gandhi

 

Nel giro di poche settimane due uomini sono partiti in tour per tutta l’isola con un pensiero e un’idea di cambiamento. Antonio Tiragallo promuove l’argomento tanto discusso della zona franca con una marcia che tocca i porti principali per sensibilizzare le amministrazioni locali e regionali; mentre Giancarlo Labate, psicologo quarantenne e pattinatore a livello agonistico di Carbonia, è partito il 25 settembre scorso da Calasetta con un programma preciso, compiere il giro della Sardegna in 12 giorni sui pattini a rotelle in linea. Dodici tappe per 850 chilometri, circa 70 al giorno.

V tappa - domenica 29-9-13: Tortolì – Dorgali – Km 62,5.
Sicuramente la tappa più difficile del giro. Si parte da Tortolì al livello del mare e, una volta arrivati a Lotzorai la strada inizia a salire inesorabilmente per 30 km con qualche tratto in pianura per riprendere fiato. Il tratto fino a Baunei è con pendenza costante al 6% con alcune punte al 9% mentre dopo Baunei la strada spiana un po’ per poi diventare decisamente difficile nel tratto finale della salita a Genna Silana a quota 1026 mt sul livello del mare. Da qui si affronta una discesa fatta di tornanti e di pendenze difficili tali da richiedere il massimo impegno. Si arriva a Dorgali a quota 444 mt. È plausibile che la tappa odierna non finisca entro le 6 ore di pattinaggio ma che richieda almeno un paio di ore in più del previsto.

Nel primo pomeriggio di domenica 29 settembre 2013 farà tappa a Dorgali l’uomo che “gira la Sardegna in pattini”
Un mezzo di locomozione insolito ed ecologico per diffondere la sua idea di "aggiudu torrau", ovvero l'aiuto reciproco, un messaggio legato alla cultura ed al modo di stare in relazione tra le persone. Giancarlo cerca di trasmettere un modo di vivere basato sulla collaborazione e non la competizione: «Vorrei provare a cambiare il modo di stare in relazione, in modo che ciò sia di aiuto allo sviluppo del nostro territorio!».

Un tono di voce provato accompagna le sue parole mentre, al telefono, mi espone la sua teoria. La società in cui viviamo è basata su un modello economico che non ci appartiene, esiste un’alternativa al PIL ed è il benessere sociale basato sul capitale sociale.

Non è semplice cogliere il significato di questa operazione culturale, ad ogni tappa il pattinatore cerca un momento di confronto e discussione per individuare tra i suoi incontri e le competenze di ognuno un modo nuovo di vivere la nostra terra.

In Sardegna, la crisi, si vive in maniera diversa rispetto al resto della nazione. La paura ci allontana, ci spaventa e tende ad isolarci ancora di più. Stiamo perdendo di vista le nostre potenzialità e stiamo oscurando quello che finora ci ha reso un popolo fiero ed unito, la nostra capacità di relazionare e di “aggiudu torrau”.

Seguendo il principio di solidarietà e collaborazione, Giancarlo ed i quattro seguaci che condividono il progetto - Furio ed Ari in bicicletta, Alberto in macchina per il trasporto di tutto il necessario ed il cameramen Tomaso per la documentazione - girano l’isola con 5 obiettivi:
- attivare forme di collaborazione tra persone;
- potenziare le risorse individuali e territoriali;
- promuovere uno sport diverso;
- rivalutare il territorio costiero;
- sensibilizzare l’argomento con i piccoli imprenditori.

 

Se volete dare il benvenuto a Giancarlo Labate e sostenere il progetto legato ad un nuovo modello relazionale, potete avvicinarvi nel primo pomeriggio di domenica in Comune dove la Cantina Sociale di Dorgali concederà all’ospite uno spazio per salutare e ringraziare i presenti durante la manifestazione di "Autunno in Barbagia".
Ovviamente chi ha disponibilità e tempo può attivare una sorta di “Do ut des” ed ospitare la troupe per una notte o un pasto caldo, un paese come il nostro che ha fatto della solidarietà uno stile di vita non deluderà le aspettative del progetto ...

 

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