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Il porto di Cala Gonone continua ad animare il pensiero dei dorgalesi

Anche lo skipper Gaetano Mura dice la sua

| Categoria: Attualità
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Come ben sapete, la politica adottata dal quotidiano permette a chiunque di avere uno spazio all'interno del giornale tramite l'accesso al sito (Spazio Aperto) o tramite mail (redazione@dorgaligonone.net). Ecco che oggi riceviamo una lettera firmata dal dorgalese che ha vinto la regata Palermo-Montecarlo, Gaetano Mura. Lo Skipper gononese che di miglia in mare ne ha percorse tante passando da un porto all'altro, rende così pubblica la sua opinione di libero cittadino riguardo al Porto di Cala Gonone e alla notizia annunciata qualche settimana fa dal Sindaco Angelo Carta (vedi articolo PF e le precisazioni del Primo Cittadino).

 

 

Premetto che il mio pensiero non é e non vuole essere un attacco a nessuno, soltanto il desiderio di esprimere una mia idea, nella convinzione che le idee altrui vadano rispettate anche quando ci appaiono mostruose.
In queste settimane si è parlato della possibilità di un investimento - diverse decine di milioni di euro - indirizzato al porto di Cala Gonone da parte di investitori cinesi e dal punto di vista tecnico si è fatto riferimento al porto di Montecarlo. Un'infrastruttura che conosco bene, anche per aver partecipato e vinto nel 2012 la regata Palermo Montecarlo.

Qualche cenno storico. 
Il porto Hercule di Monaco è una baia naturale e uno dei rari, se non l'unico, porto della Costa Azzurra in acqua profonda. Nell'antichità era già utilizzato come porto commerciale dai greci e dai romani, ma aveva l'inconveniente di non esser ben riparato dai venti dell'Est. All'inizio del XX secolo vennero perciò costruiti due moli che contribuirono ad assicurare una migliore protezione ma non ancora totalmente efficace. Più recentemente, negli anni '70, furono intrapresi degli studi per migliorare la protezione del piano d'acqua, disponendo, davanti ai due moli esistenti, una nuova diga e un contro molo destinato a proteggere integralmente il porto dalle mareggiate provenienti da Est. Questi studi hanno portato alla costruzione, ai piedi della rocca di Gibilterra, di un'opera colossale di 352 metri di lunghezza per un peso di 160.000 tonnellate che ha la particolarità di essere semi-galleggiante per preservare la fauna e la flora marina. La struttura è stata rimorchiata fino al Principato di Monaco e ormeggiata ai piedi della roccia, poi completata con un contro molo di una lunghezza di 145 metri.
La nuova diga permette di accogliere delle navi da crociera di grandi dimensioni: lunghe fino a 300 metri.

Questo intervento è stato dettato  non come si vuol fare credere dalla salvaguardia dell'ecosistema marino, ma a causa dei 45 metri di profondità (raritá per un porto)che avrebbero richiesto risorse enormi per la realizzazione del porto. Il collegamento con la terraferma è assicurato dalla cosiddetta cerniera: una sorta di ammortizzatore in grado di assorbire e quindi non trasmettere alla terraferma i movimenti e le oscillazioni, causati dal moto ondoso, della grande diga. La cerniera sulla terraferma è una costruzione gigantesca in cemento armato all'interno della quale si possono vedere scale, ascensori e strutture in acciaio. Chiaro che semi galleggiante, detto così, vuol dire poco. L'intervento di Montecarlo é stato fatto per migliorare la protezione delle dighe foranee classiche già esistenti ed il tutto è definito semi galleggiante perché è ancorato al fondale per mezzo di cavi d'acciaio.
Altri esperimenti galleggianti, tipo quello di Verbania in Italia, hanno avuto risultati negativi: stanno andando a fondo, senza nemmeno aver visto delle mareggiate
Da noi a Cala Gonone il fetch (area della superficie marina senza ostacoli più o meno estesa) è piuttosto grande e le mareggiate invernali specie da greco/levante e scirocco /levante possono essere molto violente. Tutti ricordano il molo troncato in due con la famosa mareggiata degli ultimi anni come si vede nella foto.
Un'altra perplessità è sulla definizione di amovibile, utilizzata spesso come escamotage, non solo nel campo nautico, per aggirare la legge. Per di più una grande opera che richiede investimenti, sacrifici e ricadute ambientali dovrebbe essere concepita per durare nel tempo, non come una scommessa: se non funziona si elimina. Esistono, da tempo, le indagini di mercato per capire se l'investimento è giustificato, non si va per tentativi. Secondo me si tratta di un modo ipocrita di realizzare opere, spesso più dannose che utili. Basta riflettere, nel nostro piccolo, sul pontile di Cala Luna o su quello delle Grotte del Bue Marino, dove si continua ad intervenire, spendendo soldi, per un risultato negativo in tutti i sensi. Ad iniziare dai fondali pieni di bighe di ferro arrugginito, cemento, tavoloni  mai recuperati e le rocce di bianco calcare che colano di ruggine. Un sistema non funzionale e con gravi conseguenze sul piano estetico. Una struttura fissa e duratura avrebbe dato risultati indubbiamente migliori.



Il porto di Cala Gonone. Il porto é importante per Cala Gonone, un porto proporzionato e ben gestito.
Come ha detto un grande poeta: "Il mare unisce popoli e continenti " e i porti rappresentano la porta di entrata e di uscita dal proprio paese. Sono la porta di casa, il biglietto da visita, ma ad un ovile non serve il portone di una cattedrale perché inadeguato, il suo portone in ginepro inclinato però é meraviglioso.
Il nostro territorio è speciale ed attrae per la sua unicità, per la sua diversità che va tutelata e salvaguardata. Un bene prezioso. E' giusto confrontarsi, studiare altre opere, ma non abbiamo nulla da copiare da Montecarlo che ha una storia, esigenze e particolarità non riproducibili da noi.

Visto come si è gestito il nostro approdo negli ultimi 50 anni, costruire una mega opera è come se un albergatore che gestisce male 10 camere fatiscenti volesse costruire un albergone da 300 camere. E' importante essere ottimisti, guardare avanti, migliorarsi e anche pensare in grande, ma con senso di realtà. La nostra è una costa piccola, con piccole spiagge, delle meraviglie della natura, ma sono sufficienti 4 mega yacht all'ancora a Cala Luna per coprire l'orizzonte e rendere insufficiente l'arenile per tutti. Una situazione che chiunque può vedere con i propri occhi. Per di più i mega yacht hanno dei grandi tender coi quali arrivare tranquillamente in porto, in un bel porto dimensionato, curato, ben gestito. Un copia e incolla di Montecarlo significa perdere i propri punti di forza ed omologarsi al già visto e rivisto.
Dal punto di vista commerciale – visto che i soldi non li regala nessuno - i costi di realizzazione per l'opera sono esorbitanti, si ripercuotono sul costo del posto barca che salirebbe alle stelle. Gli operatori locali che hanno il sacrosanto diritto di operare a casa loro si troverebbero impossibilitati a sostenerne i costi. Preoccupazione che non tocca i cinesi, il discorso non cambia se fossero sardi, italiani, tedeschi o inglesi. L'investimento deve avere un ritorno.
Ad un passo da noi c'è il porto di Arbatax. Una grande infrastruttura efficiente e ben gestita, ma quest'anno il tasso di riempimento è stato bassissimo. Uno dei Marina tra i più belli d'Italia semi vuoto.


Il mio è un invito a riflettere. Tutti noi quando vogliamo mostrare il meglio di noi a "un' istranzu" prima di farlo accomodare a tavola lo portiamo in giro, orgogliosi, per fargli conoscere il nostro territorio con tutte le sue bellezze naturali. Amando e Vivendo il nostro mare e le nostre campagne le risposte arrivano da sole. Da queste parti "l'Atissimo" ha creato un paradiso in terra. Essere consapevoli di questo dono e adoperarsi perché rimanga il più possibile come ci é stato "prestato"   é un dovere per tutti noi.
Un mio amico, un grande cuoco di fama internazionale, mi dice sempre: "Il mio primo problema davanti a una materia prima nobile e di qualitá é quello di come aggiungere il mio tocco, la mia arte culinaria dell' alchimia dei sapori, senza alterare la genuinità del suo gusto naturale". Credo che questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento nei confronti di questa terra, nei confronti di questo mare che ci rende orgogliosi di esserci nati e di appartenergli.

Area Marina Protetta. Si parla tanto di area marina protetta, argomento che vale un altro articolo, ma viene da chiedersi: quel rendering che abbiamo visto in tv – la prima idea sul nuovo porto da 60 milioni di euro - non è in contraddizione con l'area marina protetta? O forse, permettetemi  un po' di ironia: la si vuole proteggere con quel mostro di diga foranea galleggiante?
Chi ci rappresenta non dovrebbe tener conto del parere di chi lo ha mandato a rappresentarci prima di prendere posizione in televisione?

In ogni caso, a proposito di porto, viste le vicende degli ultimi anni, rimango ottimista.

Il cittadino Gaetano Mura

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