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La Sardegna spegne le luci per Earth hour ma spegne anche i motori alle imprese

Nel 2013 scompaiono altre 125 imprese. Appello di Mellino a Regione e Governo: “Fate presto”

| di Federico Marini, Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna
| Categoria: Comunicati Stampa
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Sono 125 le imprese sarde dell’autotrasporto che nel 2013 hanno chiuso; 2.581 sono ancora attive sulle strade isolane e danno lavoro a 6.554 addetti.

Sono questi i numeri della Sardegna, rielaborati dell’Ufficio Studi Nazionale di Confartigianato, che ha analizzato i dati ISTAT-ASIA e Infocamere del 2012 e del 2013.

Le imprese dell’autotrasporto attive nel 2012 erano 2.706 mentre, al 31 dicembre dello scorso anno, sono calate a 2.581 (6.554 addetti), con una variazione negativa del 4,6%. All’interno di questi numeri, le imprese artigiane sono 1.966 e rappresentano il 76,2% del comparto isolano. A livello nazionale il calo registrato è stato del 3,9%, con punte estreme del -5,2% della Toscana e del -1,1% del Molise.

 

Tutte le imprese sono in crisi e il nostro settore, purtroppo, non fa eccezione - afferma il Presidente di Confartigianato Trasporti Sardegna, Giovanni Mellino per questo alla Regione e al Governo Nazionale chiediamo di fare presto e di affrontare urgentemente le questioni perché, per le imprese rimaste aperte, ogni minuto potrebbe essere l’ultimo”.

Rilanciamo l’allarme perché – continua Mellino - questi dati confermano la necessità di riforme nazionali e dell’applicazione di norme che già esistono come, per esempio, quelle sui costi minimi di sicurezza e sui tempi di pagamento. Per non parlare dell’esplosione dei costi generali, come carburanti o assicurazioni, o del carico fiscale”.

 

Gli Autotrasportatori di Confartigianato auspicano che la nuova Giunta Regionale si ricordi che la Continuità Territoriale è anche quella delle merci. “E’ necessario trovare una soluzione alla sua assenza per incentivare l’export.

Mellino propone anche di riprendere in mano il discorso sulla fiscalità di vantaggio per le merci prodotte in Sardegna, così come avviene nella gemella Corsica. “Potrebbe contenere i costi generali di tutte le imprese manifatturiere sarde e ridare “gas” ai trasporti”.

 

Un ultimo passaggio il Presidente degli Autotrasportatori lo dedica alla chiusura delle Province: “Per il settore sono state solo un intralcio: infatti le Commissioni d’esame per l’accesso alla professione non hanno mai funzionato lasciando tanti autisti nell’indefinito professionale”.

Federico Marini, Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna

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