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L'Assessore all'Urbanistica e agli Usi Civici risponde alla lettera di Vincenzo Pira rivolta al nuovo Sindaco di Dorgali

| di Chiara Bacchitta, Responsabile Redazionale
| Categoria: Politica
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Riportiamo anche per i lettori di dorgaligonone.net una prima risposta alla lettera aperta scritta dal dorgalese emigrato Vincenzo Pira e rivolta al nuovo sindaco di Dorgali (leggi). La replica arriva dalla candidata consigliera per la lista N. 3 Identità e progresso e Assessore all'Urbanistica e agli Usi Civici, Nannina Spanu, che sceglie di continuare il discorso su facebook pubblicando la risposta dal suo account e dalla pagina dedicata alla Lista.

Caro Vincenzo,
mi dispiace che anche questa volta la nostra sia una conversazione a distanza e che ancora non ho avuto il piacere di discutere con te di tanti argomenti di cui mi piacerebbe conoscere la tua opinione: argomenti che riguardano Dorgali con l’occhio di una persona lontana fisicamente ma non certo con il cuore. Mi piace pensarti davvero come un innamorato che guarda Dorgali con amore cercando di correggerne i suoi difetti.
Mi sarebbe piaciuto incontrarci di persona alla presentazione del tuo libro (ti faccio i complimenti…) ma quel giorno ero fuori Dorgali.
Ma tornando a noi volevo ringraziarti per la lettera aperta che hai scritto al futuro Sindaco e mi associo ad essa perché davvero il compito è arduo. Mi associo alla tua e cerco di mettere in evidenza alcune cose, che potranno – forse – aiutare chi legge e magari anche i futuri Amministratori nell’affrontare un argomento che mi sta molto a cuore per tanti motivi che vanno dalla valorizzazione culturale al creare opportunità di lavoro di tanti tipi. Partire da lì, come dici tu, per riattivare e/o creare nuove opportunità di aggregazione e di promozione sociale e culturale.
A dire la verità ogni volta che si parla di Centro Storico è sempre un coro unanime di “facciamo qualcosa”: mi sembra di vedere tante persone piene di voglia, grinta e determinazione che hanno chiarissimo il traguardo però non sanno bene qual è la strada per raggiungerlo, forse perché non c’è una persona che li possa guidare in questo percorso, sicuramente pieno di difficoltà e di intoppi burocratici.
Perché non neghiamolo le difficoltà ci sono e su alcuni di questi l’Amministrazione non ha nemmeno sfera di intervento, basti pensare la problema della proprietà indivisa. E come sappiamo quando una cosa è di tanti a volte è come che sia di nessuno…
Il problema – ma vorrei non chiamarlo problema ma bensì opportunità – del Centro Storico di Dorgali ha radici lontane temporalmente ma ramificazioni culturali molto tenaci che sono arrivate fino a noi.
Sul fattore temporale possiamo rammaricarci per quello che è stato ma non ci porterebbe da nessuna parte; potremo distribuire colpe a manca e a destra ma nulla più, tutto rimarrebbe com’è.
Giusto per fare un accenno, che serve poi a capire quello che scriverò dopo, credo che il degrado del Centro Storico sia iniziato quando i Dorgalesi hanno cominciato ad avere un po’ più di soldi in tasca (e in questo stesso periodo già che c’eravamo abbiamo anche fatto qualche “danno” a Gonone). La pianificazione urbanistica esisteva ma mancava la consapevolezza del valore culturale.
SOLDI + NON CONSAPEVOLEZZA = Demolizioni e ricostruzioni
E la differenza con Galtellì (tanto per citare uno dei paesi vicini), che oggi ha un centro storico che è davvero un’opportunità, è che molto probabilmente loro in quegli stessi anni, hanno restaurato e conservato mentre noi che avevamo i soldi potevamo demolire e ricostruire con i blocchetti (rigorosamente blocchetti!).
Ecco, oggi soldi ce ne sono meno ma il valore culturale è un concetto che temo ancora non sia chiaro e anche da poco ho sentito tecnici, anche molto “studiati” che parlavano di demolizione e ricostruzione…. (dae nue depper videre sa luche…)
Come fare per invertire questo? È necessario un ripensamento culturale prima di tutto, capire che non si parla di problema ma di opportunità, capire che il valore (anche economico) di un edificio non dipende solo dal metro cubo ma dal suo corretto inserimento in un sistema più articolato che è appunto il Piano Particolareggiato.
So che molti potrebbero rabbrividire sentendo questo ma se uno demolisse il piano abusivo che ha realizzato che è fuori scala rispetto al contesto, paradossalmente la costruzione acquisterebbe più valore, perché si inserirebbe meglio nel contesto. Purtroppo alcuni (sempre troppi comunque!) confondono la parola “valore” (che ha numerose sfaccettature) con la parola “cubatura”.
Quale credo sia il compito dell’Amministrazione? Capire prima di tutto quali sono i fattori di crisi e di opportunità e intraprendere e far intraprendere il percorso per raggiungere il traguardo che è un percorso per far conoscere, spiegare e far maturare concetti diversi da quelli che ci hanno portato a questo punto.
(Caro Sindaco ho già la bozza per un convegno di due giorni da organizzare a Dorgali per parlare di questo nelle sue varie sfaccettature; se Le può interessare avrei già individuato i temi da trattare e i possibili oratori)
Credo anche che non si debbano illudere le persone: i finanziamenti provinciali e regionali che una tantum arrivano (e sono sempre pochi spiccioli) creano la falsa aspettativa che prima o poi ne arriveranno altri e quindi i ruderi rimangono ruderi e si riempiono di erba, sporcizie e spazzatura in attesa di un miracolo dall’alto che sempre più di rado arriva. È necessario invece che il Comune si faccia esso stesso promotore di incentivi nella misura in cui lo potranno consentire le risorse del bilancio comunale.
Non ti annoio qui a spiegarti che cosa vorrei fare perché a tutto questo discorso manca il tassello indispensabile che è il Piano Particolareggiato, strumento che ci dovrà guidare nelle scelte fondamentali, strumento che sarà elaborato da tecnici esperti con la supervisione del Dipartimento di Architettura dell’Università di Cagliari.
Ecco questo percorso l’abbiamo iniziato: abbiamo trovato i soldi per stipulare la convenzione che è stata sottoscritta qualche mese fa, a breve inizieranno i rilievi e orientativamente nell’arco di un anno il Piano dovrebbe essere pronto per la sua adozione.
In quel momento ci sarà chiarissimo il traguardo e potremo mettere in campo idee che oggi, seppur valide, non possono essere attuabili proprio per la mancanza dello strumento di pianificazione.
Mi piace rappresentare la mia esperienza amministrativa con una similitudine agricola: noi amministratori siamo quelli che abbiamo dei semi da piantare ma dobbiamo anche sapere che i semi non si possono lanciare a casaccio ma è necessario trovare il momento giusto e soprattutto preparare il terreno per la semina creando le condizioni tecniche e amministrative per fare si che il nostro seme possa crescere e dare i suoi frutti.
Per il Centro Storico il terreno è stato preparato, se dovessimo essere riconfermati avrei anche i semi da piantare e se non dovessimo essere riconfermati il Responsabile dell’Ufficio Tecnico conosce fino alla nausea cosa penso e cosa vorrei fare e sarà ben lieto di rendere partecipi i nuovi Amministratori se vorranno ascoltare l’opinione di una Dorgalese che in questi quattro anni ha cercato di pensare al Centro Storico come un’opportunità per tutti noi.
Caro Vincenzo, ti ringrazio per la tua cordialità e mi auguro di poterti incontrare di persona per continuare a parlare di questo argomento e di tanti altri, sperando che qualche passo in più sia stato già fatto.
Caro Sindaco, buon lavoro.

Chiara Bacchitta, Responsabile Redazionale

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