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"…non esisteva il fuoco sulla terra e gli uomini soffrivano un gran freddo…" poi arrivò Sant'Antonio!

Si rinnova tra Dorgali e Cala Gonone il rito tradizionale del fuoco

| di Chiara Bacchitta
| Categoria: Tradizioni
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“Su pinnone” è stato eretto questa mattina sfidando il gelo e qualche fiocco di neve! E' dunque pronta la pira di rosmarino e frasche per il Fuoco di Sant’Antonio Abate nell’omonimo rione della nostra cittadina e anche nella sua frazione marittima, a Palmasera. I festeggiamenti in onore del Santo avranno inizio nel tardo pomeriggio tra Dorgali e Cala Gonone - come in molti altri paesi della Sardegna - è la Vigilia “Sa Sera” del 17 gennaio giorno a lui dedicato sul calendario.

La leggenda narra che Sant’Antonio, venerato dalla comunità cristiana come strenuo oppositore dei diavoli e delle fiamme dell’inferno, con il suo bastone di ferula (ossia uno stelo che al fuoco non si arrossa ma si annerisce soltanto continuando a bruciare), avrebbe rubato una favilla incandescente dal “Regno degli Inferi” per portarla sulla terra, attraversata allora da temperature glaciali, regalando così luce e calore all’umanità intera.

Il Santo è anche considerato il protettore dei porcari, infatti, complice dell’avventura è proprio il suo maialino che lo seguiva ovunque ed è stato di aiuto per il passaggio all’inferno.

Si racconta che tanti secoli fa sant’Antonio viveva eremita nel deserto della Tebaide insieme con un maialino che lo seguiva dappertutto: là, ogni giorno vinceva con i più svariati trucchi, le tentazioni del diavolo.

Ebbene, si dice che allora non esisteva il fuoco sulla terra e gli uomini soffrivano un gran freddo.

Dopo aver discusso a lungo i governatori della terra inviarono una delegazione dove viveva sant’Antonio per pregargli di procurare il fuoco.

Il vecchio santo, impietosito, si recò col suo fedele maialino all’inferno, dove le fiamme ardevano giorno e notte, bussando all’immenso portone.

Quando i diavoli videro che il visitatore era il santo, il loro peggior ne­mico che non riuscivano a vincere, gli impedirono di entrare.

Ma il maialino nel frattempo si era in­trufolato rapidamente nella città diabolica.

La bestiolina cominciò a scorrazzare facendo danni dappertutto: dopo aver tentato inutilmente di catturarla, i diavoli si recarono da sant’Antonio pregandolo di scendere all’inferno per riprendersi il maialino.

E l’eremita, che non aspettava altro, si recò nel regno dei dannati con il suo inse­parabile bastone a forma di tau.

Durante il viaggio di risalita in com­pagnia del maialino fece prendere fuoco al bastone sicché, giunto sulla terra, poté accendere una grande catasta di legna offrendo così il primo e so­spirato fuoco all’umanità.”

Tra poche ore tradizione cristiana e culto pagano si incontreranno in un rito sacro e profano allo stesso tempo. Questa sera si chiederanno al Santo grazie e miracoli in un contesto quasi magico, solitamente questo avviene durante la cerimonia di benedizione quando si compiono tre giri attorno al falò posizionato nel centro della piazza. 

Il fuoco arderà tutta la notte e dopo i riti liturgici e la benedizione del fuoco, i partecipanti si soffermeranno di fronte ad esso anche per dare onore al Priori - quest’anno per Dorgali Rossano Senette e Michela Fancello mentre per Cala Gonone Ignazio Bacchitta - ed in seguito dare il via al tradizionale tour delle cantine attorno al rione di “Sant’Antoni” gustando dolci ed assaporando vini offerti dalla comunità. La serata sarà anche animata dal canto itinerante dei “Tenores”.

Appuntamento, con sciarpe, cappelli, guanti e giubbotti pesanti visto il brusco calo delle temperature di questa notte, nel rione che ospita la chiesa di Sant’Antonio a Dorgali, alle ore 16:30 il preludio con il rosario e la Santa Messa a cui seguirà la benedizione del fuoco con accensione intorno alle ore 18:00. A Cala Gonone, dopo il Vespro nella Parrocchia Nostra Signora di Bonaria, il fuoco si accenderà presso il Parco Palmasera illuminando le spiagge nel lungomare.

Non resta che augurare una frizzante serata tra Dorgali e Cala Gonone, rinnovare gli auguri ai Priori del 2016 ed anticipare gli auguri a tutti i portatori del nome Antonio e derivati vari.

Chiara Bacchitta

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