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Fabio Branca, un’esplosione di talento in sella!

| di Chiara Bacchitta
| Categoria: Personaggi
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Classe 1984, Fabio Branca festeggerà il 26 ottobre 30 anni, metà dei quali trascorsi in corsa su un cavallo alla ricerca di conferme e sudati meriti.

L’ultimissima soddisfazione è stata la vittoria del 131° Derby italiano, domenica 18 maggio sulla pista di Roma Capannelle, la seconda affermazione dopo il successo del 2011.
Il Derby italiano di galoppo è la corsa ippica più importante del calendario di galoppo italiano. Vi partecipano, su una distanza di 2.200 metri (2.400 metri fino al 2007) i cavalli di tre anni di età.

Un periodo importante per il nostro compaesano, i guru dell’ippica lo definisco un genio, in molti un’artista più che uno sportivo. Ha talento Fabio e i suoi primi anni di carriera caratterizzati da svago e distrazioni hanno solo rallentato la sua salita verso i numerosi podi raggiunti.

 

In molti, ma non tutti, conoscono la storia della tua carriera sportiva, puoi raccontarci in breve le tappe più importanti da quando hai deciso di staccarti dal tuo paese di origine per studiare e diventare il campione che sei?

Tutto è iniziato nell’estate 1998 quando Francolino Fancello mi diede dei moduli per l’iscrizione al primo corso per Allievo Fantino in Italia. Quindi grazie a lui partecipai al corso e nel 2000 presi la licenza e iniziai subito a correre con pochi risultati e, purtroppo, tanti infortuni.
Dal 2004 iniziarono ad arrivare tante vittorie sino al premio come “Campione Italiano” nel 2005, il “Frustino d’Oro”. Nel 2007 arrivai ancora secondo nel Campionato Italiano ma qualche squalifica e diverse scelte sbagliate mi portarono a stare a livelli bassissimi sino al 2010 quando ripresi in mano la mia carriera  più seriamente firmando un contratto con una Scuderia Milanese con cui lavoro tutt’ora.

Dal 2010 ad oggi hai dunque vinto tutto quello che c’era da vincere, parliamo della tua ultima conquista. Cosa significa partecipare e vincere il Derby Italiano?

Il DERBY si può definire il massimo traguardo per un fantino. È la corsa più importante dell’anno e io ho avuto la fortuna di vincerlo due volte. Uno è stato vinto anche da Silvano nel 2010, quindi a Dorgali possiamo vantarne tre, ci invidiano in tanti!!!

Tanti i talentuosi fantini dorgalesi che si sono affermati a livello nazionale, avete passato molti anni insieme tra polvere e cavalli, attualmente vi tenete in contatto?

Mi sento e mi vedo spesso con Silvano anche se lui si è dedicato completamente al Palio di Siena che tra l’altro ha vinto; Marco Secci è in Spagna, ci sentiamo e anche lui sta andando molto bene.

La passione per l’ippica a Dorgali ha da sempre coinvolto diverse generazioni, vuoi dare qualche consiglio ai ragazzi o alle ragazze interessate che magari non trovano il coraggio di allontanarsi da Dorgali per fare nuove esperienze e intraprendere una carriera da fantino?

Se devo dare un consiglio, non lo do! Non sono bravo a dare consigli, dico soltanto e, credo che questo valga non solo per chi monta a cavallo ma per chiunque abbia una passione o un talento in qualsiasi altro sport o professione, che bisogna trovare il coraggio di allontanarsi da casa quando si hanno dei limiti e so benissimo che non è facile ma, a volte, alla fine ne vale la pena per portare avanti l’orgoglio del nostro paese!!!

Immagino che in questi giorni avrai goduto del meritato riposo, quali i progetti futuri?

Il 19 e 20 giugno sarò a Royal Ascot in Inghilterra per due corse, dopo di che spero di tornare a casa per dare una mano ai compagni di leva - 1984 - per Ferragosto.

In bocca al lupo Fabio, ti aspettiamo in terra sarda!

Chiara Bacchitta

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