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Grande successo per la seconda edizione della Magnalonga dorgalese

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Si è svolta con grandissima partecipazione la 2a edizione della “Magnalonga dorgalese”.  L'originale iniziativa è stata organizzata dall'associazione “Volo Sportivo” con il patrocinio del Comune di Dorgali e in particolare degli assessorati al Marketing Ambientale e Turismo e all'Agricoltura. La manifestazione si è snodata nella campagna in un percorso di circa dieci chilometri. Una campagna resa rigogliosa e lussureggiante di verde dal tepore primaverile. Il tempo era incerto, in principio pioveva, ma a metà mattinata come d'incanto il sole ha preso il sopravvento in maniera decisa. Intere famiglie con i figli al seguito sono uscite da casa per non lasciarsi sfuggire questa occasione da vivere e raccontare.

Una passeggiata ecologica intervallata da nove soste in cui si assaggiavano pietanze tipiche dorgalesi. Organizzazione logistica impeccabile. Cibo locale squisito e naturale, gustoso e genuino. Vino abbondante della Cantina Sociale. Si partiva a scaglioni, ogni gruppo distanziato dall'altro di venti minuti in modo da non creare confusione e ressa. Ogni gruppo era guidato da una guida esperta dei volontari della Protezione Civile. Hanno collaborato anche le associazioni Dorgali-Brasile e Paracadutisti.
In un ampio parcheggio le auto venivano custodite dai Barracelli di Dorgali, sempre presenti e attivi in occasione di eventi che richiamano tanta gente. Infatti hanno partecipato circa mille persone arrivate da tutta la Sardegna, ma anche da fuori dall'isola, addirittura alcune da Londra.

Si partiva dalla chiesa campestre di Valverde dove aver preso caffè e biscotti d'ou. A Pi'e Iscala il primo assaggio con antipasti di salumi e tartine spalmate di formaggio piccante. Si prosegue in discesa verso Fund'e Iscala, con prudenza sul calcare bagnato, ma nessuno è scivolato, ci si poteva trattenere alle corde annodate ai lecci e alla roccia.  A S'ingurtidorzu de Nuraghe tamata e frue salia con moddizzosu. A Su Babbu Mannu le tipulas e gelatina. Si va per strade di campagna tra i lecci e i vigneti di cannonau, tra pini, lentischi e margherite gialle. A Margalidarzu, sotto Ispinigoli, si gustano i caldi maccarones de punzu con sugo alle carni montane. Qui i ballerini si scatenano nel ballo a tre passi.
Alla sorgente di Santu Zuanni a Su Anzu è la volta degli arrosti misti di porcheddu e bitella, di cordedda e agnellone, cotti sulla viva brace. Inizia quindi la leggera salita del ritorno, sempre sotto lo sguardo vigile di Sa Bobboa de Lussurza, che abita il monte che si sta aggirando, regno di leggende mitologiche che ieri come oggi alimentano la fantasia e i sogni dei bambini. Tra olivastri secolari e scavalcando muretti a secco si arriva a Sar Venas per assaggiare i formaggi locali della Cooperativa Pastori. E poi a Cascoza per il dessert di mousse di ricotta aromatizzata alle erbe, miele e binucottu, una dolcezza come le belle ragazze che l'hanno preparato. Percorrendo l'antica strada romana, tra i rari alberi di sughero si arriva a Campu Marinu, spazzata dal vento. Ma ormai si è arrivati al punto di partenza, a Valverde.

Si finisce in bellezza, musica a tutto spiano, ballu tundu e bibite a volontà. Un po' stanchi ma contenti e soddisfatti. Una catarsi ecologica nella terra tra alberi antichi e chiese campestri. Un percorso tra sentieri che da soli non avremmo mai fatto. Una giornata piacevole insieme a volti nuovi e sorridenti. Una comunità unita in cui ogni gruppo e associazione aiuta l'altro perché l'iniziativa riesca nel migliore dei modi. Sta qui il segreto di tutto.

 

 

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