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SISTRI. Ancora un rinvio da parte del Governo: "doppio binario" confermato e sanzioni al 2015

Mellino (Confartigianato Trasporti Sardegna): "Giusto combattere le ecomafie ma sbagliato caricare le imprese di costi e burocrazia"

| di Federico Marini, Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna
| Categoria: Comunicati Stampa
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Sul SISTRI, per le piccole e medie imprese, è sempre più caos.

Infatti, il Governo è intervenuto sul “sistema digitale per la tracciabilità dei rifiuti”, facendo solamente slittare di qualche mese l’applicazione delle sanzioni e posticipando la doppia tenuta dei registri (digitale e cartaceo).

Per questo, le aziende produttrici di rifiuti pericolosi, fino al 31 dicembre dovranno compilare sia tradizionali registri e formulari, come il vecchio MUD, sia operare tramite Sistri. In questo arco di tempo, sono sospese tutte le sanzioni previste per il solo non utilizzo del sistema informatico di tracciabilità.

Quindi, da ieri, 3 marzo, l’obbligo del Sistri è entrato in vigore per enti e imprese produttori iniziali di rifiuti pericolosi, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano la sola attività di stoccaggio, e trasportatori di rifiuti speciali pericolosi da loro stessi prodotti. I produttori obbligati, non ancora in possesso delle chiavette digitali, potranno avviare i rifiuti pericolosi allo smaltimento, comunicando i dati al trasportatore e custodendo le copie della scheda Sistri insieme alle copie del formulario..

Dal 30 giugno prossimo, previa emanazione di un apposito decreto ministeriale, il sistema entrerà in vigore, in via sperimentale, anche per gli altri gestori di rifiuti urbani.

Per Giovanni Antonio Mellino, Vicepresidente Nazionale e Presidente regionale di Confartigianato Trasporti, “la proroga allunga solo i tempi per mettersi in regola ma non risolve i due problemi principali: gli oneri e il carico burocratico per le imprese”.

Da tanti mesi denunciamo la situazione di un sistema telematico che in questi ultimi 4 anni non ha funzionato – sottolinea Mellino - anzi ha prodotto solo milioni di costi a carico delle imprese di autotrasporto e di altri settori”.

Se l’obiettivo del Sistri è ovviamente condivisibile – prosegue – ovvero controllare la produzione e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi per sottrarli al traffico illegale delle ecomafie, pessimo si è rivelato lo strumento utilizzato. Ancora ci domandiamo come si possano imporre gli stessi obblighi e gli stessi costi a un parrucchiere che smaltisce pochi grammi di lamette e ad una multinazionale chimica”.

Infatti non sono mai stati risolti i difetti di funzionamento dell’armamentario digitale del Sistri, la piattaforma informatica, le chiavette Usb, le scatole nere a bordo dei camion, con il risultato che gli imprenditori si trovano, ancora oggi, a dover combattere con un sistema che non funziona e con il vecchio obbligo di compilare su carta gli adempimenti in materia di gestione dei rifiuti.

Nei mesi passati – continua Mellino - abbiamo lavorato con il passato Governo per la riduzione della platea dei soggetti tenuti a utilizzare il Sistri, ovvero l’esclusione dal Sistema dei soggetti con meno di 11 dipendenti, per l’introduzione di misure di snellimento delle procedure dell’intermodalità, per semplificare le procedure e, soprattutto per la soppressione del contributo annuale”. Il cambio di Governo ha ora rimandato tutte le proposte ai prossimi mesi con la conseguenza del probabile versamento Sistri entro il 30 aprile prossimo.

Abbiamo dato la nostra disponibilità al Governo – conclude il Presidente di Confartigianato Trasporti Sardegnaper collaborare a una circolare che chiarisca le eventuali esclusioni e semplificazioni e, soprattutto, a un miglioramento generale del sistema della tracciabilità dei rifiuti, fondato su criteri di trasparenza, efficienza, economicità e semplice utilizzo per le imprese”.

Federico Marini, Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna

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